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lunedì 23 novembre 2020

Un Murakami più realista: A sud del confine, a ovest del sole.


🍂ℂ𝕠𝕞𝕖 𝕚𝕟 𝕦𝕟𝕒 𝕓𝕠𝕝𝕝𝕒 𝕕𝕚 𝕖𝕞𝕠𝕫𝕚𝕠𝕟𝕚🍂


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Mentre sfogli le pagine di qualunque libro di Murakami, hai la sensazione che tutto attorno a te si fermi e sei come dentro a una bolla dove dentro ci sei solo tu e le emozioni dei personaggi che sebbene non vengano spiegate a parole, tu le percepisci fino al punto più profondo del tuo corpo.
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Questa forte emozione ho avuto modo di provarla con tutti i libri di Murakami che ho letto finora.
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A sud del confine, a ovest del sole in particolare lo trovo molto vicino a Norwegian Wood nello stile narrativo.
Il realismo magico che ritroviamo in altri libri dello stesso autore, anche qui non figura.
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Ammetto di aver chiuso questo libro con mille domande irrisolte, mille perché. Avrei voluto conoscere meglio Shimamoto, perché così misteriosa com’è stata proprio non sono riuscita a farmela andare giù. Avrei voluto che Hajime non avesse fatto molte cose, che non si fosse esposto così tanto, che avesse meditato un po’ di più sulla sua condizione, che fosse più grato alla vita e a ciò che gli ha donato.
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🍂Hai letto qualche libro di Murakami? Hai provato anche tu le mie stesse sensazioni? ⠀

sabato 23 maggio 2020

Jane Eyre, il classico più attuale che abbia mai letto - Grandi Classici BUR -


❣𝑈𝑛 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑜 𝑐𝘩𝑒 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑒𝑟𝑜̀ 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒❣ ⠀

Foto del post su IG @vanbooks.93


Autore: Charlotte Brontë
Genere: Classici
Editore: Grandi Classici BUR
Pagine: 585 pp.

Come fai a non amare un libro che ti parla di indipendenza, emancipazione femminile, ribellione e formazione?
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Questa è la domanda che mi sono posta quando ho terminato di leggere questo libro. Libro che mi ha donato molto, e spero che doni molto anche a te (sempre che tu non lo abbia già letto! In caso contrario, cosa stai aspettando?)
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Se cerchi una storia d’amore sei fuori strada. Questo è un romanzo di formazione in cui il cambiamento, la maturazione, l’auto controllo e la soppressione dei sentimenti, la padronanza della protagonista abbracciano tutta la storia tenendoti incollato alle pagine, dalla prima all’ultima!
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Una delle cose che mi hanno colpito di più della scrittrice è che si rivolge direttamente al lettore, così come io sto facendo con te in questo momento, creando così un legame ed un’empatia senza eguali tra chi scrive e chi legge.
Che ne pensi dei libri che si rivolgono direttamente al lettore? Li trovi invadenti o ti fanno sentire partecipe della storia?
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Altra nota positiva che troverai in questo romanzo è l’attualità: nonostante sia stato pubblicato nel 1847, avrai modo di notare come i temi trattati siano del tutto presenti nella realtà contemporanea in cui viviamo.
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E poi Jane è una donna innovativa rispetto ai canoni del tempo, un’eroina forte e coraggiosa che si ribella all’ingiustizia e al poco onesto.
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Ti ho dato abbastanza motivi per convincerti a leggere questo classico senza tempo?
Io me ne sono innamorata in pochissimo tempo e conto di vedere il film il prima possibile. E tu? Lo hai visto?
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Voto personale ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5

Puoi trovare questo libro su Amazon

martedì 16 ottobre 2018

Recensione La Ragazza del Convenience Store - Edizioni e/o


16 Ottobre 2018
Recensione La Ragazza del Convenience Store


Autore: Murata Sayaka
Genere: Narrativa Contemporanea
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 168 pp.
Prezzo: 15,00€
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Da quando mi sono immersa nella letteratura giapponese non faccio altro che trovare personaggi che in qualche modo definirei anomali. Per anomali intendo dire che non rispecchiano esattamente l’idea dell’individuo tipico giapponese, almeno per come me lo immagino io. Questo romanzo, come immaginavo, non si discosta molto da altri romanzi i cui protagonisti sono come “alienati” dalla società che li circonda. Vediamo di analizzarne insieme i dettagli.

Keiko Furukura è una ragazza single, ha 36 anni e da ben 18 lavora part-time sempre nello stesso konbini (i convenience store aperti 24/7 in Giappone dove si trova praticamente di tutto). La realtà dei kombini è ben definita: chi ci lavora normalmente sono quegli studenti che provano a racimolare un po’ di denaro, o comunque quei giovani che sperano di trovare un impiego migliore per sposarsi e mettere su famiglia. Keiko non ha alcuna di queste intenzioni: lei vede nel kombini la sua unica realtà, il suo posto nel mondo. Non è interessata a cambiare lavoro, e tanto meno è interessata a trovare marito. Si è sempre comportata in un modo ed è incapace di adeguarsi alla norma. Le convenzioni sociali infatti non la sfiorano minimamente, nonostante la società che la circonda pretenda da lei che si uniformi a quegli schemi predefiniti che indirettamente vengono imposti ai singoli individui. La sua famiglia, le sue amiche, spesso le chiedono come mai non abbia ancora trovato un fidanzato e Keiko sempre più spesso è costretta a mentire dicendo di aver avuto delle relazioni che non sono andate a buon fine, pur di non risultare “strana” ai loro occhi. Se mente è solo per apparire migliore agli occhi altrui, la sua omologazione quindi avviene solo esteriormente, è un’omologazione di facciata: interiormente non ha alcuna intenzione di affacciarsi a un minimo cambiamento.
Eppure l’individualismo di Keiko è molto particolare. Non solo sta bene nella sua realtà, ma non si rende nemmeno conto che è totalmente ai margini dei meccanismi sociali moderni. Questo mi ha realmente meravigliata durante la lettura. Keiko è Keiko solo in funzione del suo lavoro al konbini, che la identifica come la commessa perfetta nel suo attenersi efficientemente alle regole. Al di fuori di esso Keiko sembra quasi non provare emozioni.
Tutto cambia nel momento in cui inizia a lavorare insieme a lei Shiraha, altro “escluso” come la protagonista, 35enne in cerca di moglie, convinto che la società moderna sia rimasta ai tempi della preistoria, senza particolari mutazioni. Shiraha, sembra essere il classico uomo a cui non importa la solidità di una professione, anzi ambisce a sposare una donna ricca che possa finanziare il suo futuro da parassita. Ciò nondimeno, stranezza per stranezza, egli pare riesca a convincere Keiko ad una svolta epocale nella sua vita. Può Shiraha rappresentare per Keiko la sua occasione per mettere su famiglia, soddisfacendo finalmente le aspettative di amici e parenti? Oppure il mondo del konbini rimarrà per Keiko il suo unico posto nel mondo?

A distanza di pochissimi mesi dalla lettura di Eleanor Oliphant sta benissimo, ho riscontrato dei tratti comuni nelle due protagoniste: l’indipendenza assoluta, il loro essere strane dal resto delle persone che le circondano, la compassione che molti provano nei loro confronti e la forza personale. 

Il testo scorre che è una meraviglia, come un fiume in piena.
La scrittura di Murata Sayaka mi ha ricordato molto quella di Banana Yoshimoto in quanto a freschezza e scorrevolezza. La giovane scrittrice contemporanea debutta nel 2003 con il racconto L’allattamento che vince il premio Gunzō e nel 2016 grazie a La ragazza del convenience store, ispirato alla sua storia personale di commessa presso un konbini, vince il premio Akutagawa, il più prestigioso fra i premi letterari giapponesi.

Consigliato a chi intende avvicinarsi alla cultura giapponese in un romanzo breve ma al tempo stesso intenso, a chi ha bisogno di una lettura che, nonostante il tema trattato, si rivela in realtà molto leggera.

Voto personale ⭐️⭐️⭐️⭐️/5.